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Il pregiudizio secondo cui il popolo ebraico sarebbe particolaristico, egoista, chiuso, separato dagli altri popoli è testimoniato dalla stessa Torà. Eppure, nel modo stesso in cui il popolo ebraico “si tiene in disparte dalle nazioni”, nel cuore del rifiuto dell’idolatria

È esperienza comune agli ebrei, nei diversi paesi del mondo, quella di percepire una diffidenza nei confronti della propria specificità: “Siete diversi, avete le vostre tradizioni, i vostri costumi, le vostre regole”. Questa diffidenza racchiude una difficoltà a capire identità

Lo Stato di Israele rischia di diventare l’“ebreo collettivo” astratto, in sé compatto e omogeneo, su cui vengono proiettati gran parte dei pregiudizi sugli ebrei, antichi e moderni. L’equazione che identifica israeliani e nazisti è paradigmatico di alcuni indebiti sillogismi

L’affermazione e lo stesso quesito «se una persona possa sentirsi più italiana o più ebrea» sono mal posti, in quanto l’essere ebreo si collega alla nazionalità di una persona, l’essere italiano alla sua cittadinanza.

L’«elezione» del popolo ebraico non ha nulla a che vedere con una presunta superiorità; è condizionata viceversa da un comportamento coerente con i dettami della Torà. Il termine stesso di «elezione» è frutto di una traduzione erronea che già contiene