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Parashàt Ki Tissà

Ogni giovedì Zeraim propone un pensiero sulla parashà della settimana a cura del direttore dell’Area Cultura e Formazione rav Roberto Della Rocca. Troverete qui anche il testo della parashà (il brano della Torà che si legge ogni sabato), insieme a interessanti materiali di approfondimento.

In questa pagina troverai anche la rubrica a cura di Micol Nahon “Horìm Uvanìm”, “Genitori e figli”, dedicato proprio allo studio di genitori e figli sullo stesso brano: un video da ascoltare e un racconto da leggere arricchito di midrashìm, seguìto da alcune domande per discutere e riflettere insieme.

La pagina ospita anche due rubriche kids e alcune pagine scelte da “La mia Torah”, le parashòt spiegate ai ragazzi, a cura di Anna Coen e Mirna Dell’Ariccia.

Shabbat Ki Tissà 5782

La contiguità testuale della costruzione del Tabernacolo con la fabbricazione del vitello d’oro, sottolinea le enormi differenze ma anche le paradossali somiglianze tra queste due esperienze. La prima analogia è evidenziata dal fatto che ambedue le storie iniziano con un concetto che indica la radunanza della comunità. Non può sfuggire, inoltre, come quello stesso oro che gli ebrei hanno portato via dall’Egitto a titolo di risarcimento per il lavoro svolto come schiavi costituisce l’ingrediente fondamentale sia per il vitello d’oro che per il Tabernacolo e per i suoi arredi, come la lampada a sette braccia e le vesti sacerdotali. Un oro a doppio taglio, usato in un caso come trasgressione e nell’altro come prescrizione. Un oro quindi, metafora di un’energia che è la medesima fonte della nostra elevazione come della nostra degradazione. Nel Tabernacolo gli ebrei assimilano a se l’oro egiziano, nel vitello d’oro vengono viceversa assimilati dall’oro in un irretimento idolatrico paradigma di una regressione verso l’Egitto. Due esperienze contigue quindi, che indicano come, talvolta, quelle nostre stesse risorse e quelle nostre stesse radunanze, vengono utilizzate per le più alte forme di creatività ma anche, purtroppo, per basse forme di degradazione.

Rav Dott. Roberto Della Rocca