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Parashat Beshallàch

Ogni giovedì Zeraim propone un pensiero sulla parashà della settimana a cura del direttore dell’Area Cultura e Formazione rav Roberto Della Rocca. Troverete qui anche il testo della parashà (il brano della Torà che si legge ogni sabato), insieme a interessanti materiali di approfondimento.

Prossimamente online anche la rubrica a cura di Micol Nahon “Horìm Uvanìm”, “Genitori e figli”, dedicato proprio allo studio di genitori e figli sullo stesso brano. Ne offriamo qui un’anteprima: un video da ascoltare e un racconto da leggere arricchito di midrashìm, seguìto da alcune domande per discutere e riflettere insieme.

Shabbat Beshallàch 5782

A proposito della strada più lunga che il popolo ebraico dovrà percorrere dall’Egitto alla Terra d’Israele emerge come, soprattutto nei percorsi identitari, le scorciatoie possono rivelarsi sconvenienti. Maimonide ci indica come la scelta di non condurre gli ebrei per la strada più breve “il derekh eretz pelishtìm..” “…la strada  del paese dei Filistei…” (Shemòt, 13; 17) sia una precisa scelta pedagogica. La parola “strada” in questo passaggio della Torà viene indicata con l’espressione derekh eretz che indica anche quell’insieme di norme etiche e comportamentali corrette senza le quali non si può costruire alcuna identità ebraica.

Con un mirabile paradosso la Torà ci sta insegnando che non siamo stati condotti verso il derekh eretz pelishtim, la cultura etica dei Filistei, proprio perché ci è troppo vicina. Uscire dall’Egitto significa, invece, provare a costruire una cultura etica autoreggente anche se il percorso è lungo e tortuoso.

Rav Dott. Roberto Della Rocca