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Le feste ebraiche si dividono in due categorie: feste maggiori stabilite dalla Torà e feste minori che sono state decise dai Maestri. Le feste maggiori sono i Yamin Noraim – Giorni severi che comprendono Rosh HaShanà e Kippur e i Shalosh Regalim – Tre pellegrinaggi che includono Pesach, Shavuot e Sukkot. Le feste minori invece sono Chanukkà, Tu Bishvat, Purim, Yom HaAtzmaut e Lag Ba’Omer.
Nell’antichità era usanza commemorare con digiuni le date delle più gravi sventure subite dal popolo ebraico. I digiuni lunghi, come Kippur e Tishà BeAv, sono quelli che cominciano prima del tramonto e terminano al tramonto del giorno successivo; i digiuni corti, che cominciano all’alba e terminano dopo il tramonto del giorno stesso, sono il digiuno di Ghedalià, il digiuno del 10 di Tevet, il digiuno di Ester, il digiuno dei Primogeniti e il digiuno del 17 di Tamuz.
Rosh HaShanà
La festa di Rosh ha Shanà, conosciuta come il Capodanno ebraico, cade il 1° di Tishrì e dura due giorni. Questa festa ha 4 nomi, Rosh HaShanà, (Capodanno), Yom Haddìn, (Giorno del Giudizio), Yom Hazzikaròn (Giorno del Ricordo) e Yom Teruà (Giorno del Suono).

Kippur
Conosciuta come il “Giorno dell’espiazione”, nella Torah compare con il nome Yom Hakippurim e cade il 10 di Tishrì al termine dei 10 giorni detti “temibili”: Yamim Noraim.

Sukkot, Sheminì Atzeret e Simchat Torà
La festa delle capanne, Sukkot, si festeggia d’autunno, nel tempo della raccolta dei frutti della terra. Conosciuta come la “Festa delle capanne”, nel calendario ebraico cade il 15 di Tishrì e dura sette giorni, ma poiché è seguita da altri due giorni di Mo’ed
Le feste ebraiche sono caratterizzate da precetti specifici per ogni festa e Sukkot ne ha addirittura due: la residenza nella capanna costruita per la ricorrenza e il prendere nelle mani le quattro specie nei momenti della preghiera.

Chanukkà
La festa di Chanukkà ricade nel calendario ebraico a partire dal 25 di Kislev per una durata di 8 giorni. Questa festa fa riferimento, dal punto di vista storico, a quanto accaduto negli anni tra il 167 e il 164 a.E.V., anni in cui ci fu la rivolta armata guidata dagli Asmonei contro i Seleucidi che dominavano in quel periodo la Terra d’Israele.

Tu Bishvat
Tu Bishvat, noto anche come il Capodanno degli Alberi, è una data di grande significato halachico e spirituale. La festa si celebra nel mezzo dell’inverno, il 15 di Shevat (fine gennaio-inizio febbraio). Secondo la halachà (la legge ebraica) Tu Bishvat è definito come il Capodanno degli Alberi secondo Beit Hillel (la Casa di Hillel), come stabilito nella Mishnà.

Purim
La festa di Purim ricorda la salvezza del popolo ebraico da una cospirazione per distruggerlo, come raccontato nel libro della Meghilat Ester. La storia si svolge nell’antica Persia, dove il malvagio consigliere del re Assuero, di nome Aman, progettò di sterminare gli ebrei.

Pesach
Pesach, la pasqua, è la prima delle tre grandi ricorrenze liete della tradizione ebraica. La festa commemora la liberazione dalla schiavitù d’Egitto, evento che diede origine alla vita indipendente del popolo d’Israele e che fu il primo passo verso la promulgazione della Legge divina.

Yom HaAtzmaut
La data civile corrispondeva al 14 maggio 1948, che nel calendario ebraico corrisponde 5 di Yiar 5708. Yom HaAtzmaut, la festa per l’indipendenza dello Stato d’Israele è sempre preceduta da Yom Hazikaron, Giorno del Ricordo, il Memorial Day di Israele per i soldati e civili caduti in tutte le guerre di sopravvivenza.

Shavuot
La festa di Shavuot inizia il 6 di Siwàn, e dura un giorno in terra d’Israele e due giorni nella Diaspora. Nella Torà è presentata come una festa agricola, dedicata alla presentazione delle primizie e che celebra la prima maturazione del grano, mentre nella festa precedente, Pesach si celebrava la più precoce maturazione dell’orzo.
