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Purim 5782

Purìm, la cui vigilia quest’anno cade la sera del 16 marzo  è una delle feste più attese, a tutte le età, per la grande allegria che porta con sé. Essa ricorda le incredibili vicissitudini degli ebrei nel regno di Persia: in particolare, la loro salvezza dal massacro che il perfido Amàn aveva progettato contro di loro.

Cade il 14 di Adar, tra febbraio e marzo, e dura un giorno, anche se a Susa, a Gerusalemme e nelle città già cinte di mura all’epoca in cui avvennero le sue vicissitudini, dura due giorni). Il 13 di Adar è il digiuno di Ester.

Non ricordi la storia di Purim? Te la ricordiamo noi, in breve.

Un tempo, circa 500 anni prima dell’era volgare, nella capitale del regno di Persia, Susa, viveva un re chiamato Assuero. Un giorno, Assuero, fece un fastoso banchetto e ordinò che Vashtì, sua moglie, si presentasse agli ospiti. Ma la bella regina si rifiutò di accontentarlo e fu per questo ripudiata e cacciata via: neanche la sovrana poteva disobbedire al re! Assuero scelse, tra tante fanciulle persiane, una nuova sposa di nome Ester: nessuno a corte, nemmeno il re, sapeva che fosse ebrea. Questa giovane, orfana, era cresciuta in casa del cugino Mordekhài, un uomo onesto e fedele al re. Un giorno Mordekhai scoprì un complotto: due guardie volevano uccidere il sovrano, ma egli avvertì Assuero salvandogli la vita. Questo episodio fu trascritto nel “Libro delle Cronache” (il… giornale di quei tempi!) posseduto dal re. Assuero aveva un primo ministro superbo, crudele e ambizioso di nome Amàn che odiava gli ebrei perché erano gli unici tra tutta la popolazione che non si inchinavano al suo passaggio: gli ebrei infatti si inchinano solo davanti a Dio. Il suo odio era tale che accusò gli ebrei di disobbedienza alle leggi e convinse il re Assuero a emanare un decreto nel quale si ordinava l’uccisione di tutta la popolazione ebraica nei 127 paesi delle province della Persia. La data dell’eccidio, il 13 di Adàr, fu decisa tirandola a “sorte”, in ebraico “pur” פור : per questo motivo la ricorrenza che ricorda questi avvenimenti si chiama proprio Purìm פורים, ovvero”sorti”. Ester chiese agli ebrei terrorizzati dall’editto di pregare e di digiunare e poi, incoraggiata da Mordekhai, si presentò al re Assuero che l’accolse e l’ascoltò con molta benevolenza. Ester dimostrò la malvagità dei piani di Aman, le sue menzogne per ottenere la pubblicazione dell’editto e implorò salvezza per gli Ebrei e per se stessa rivelando finalmente al re di essere ebrea. Assuero, furioso per essere stato ingannato dal suo ministro, annullò l’editto e condannò a morte il perfido Amàn. Al suo posto, come primo ministro elesse Mordekhai, poiché rileggendo il “Libro delle Cronache”, ne aveva ricordato le azioni meritevoli. (Liberamente tratto da “Dinim”, a cura di Sara Braha e Patrizia Pacifici).

PRECETTI:

A Purim si possono svolgere tutte le attività che generalmente si compiono durante i giorni profani, ma vi sono alcuni obblighi specifici (mizwòt מצוות) che caratterizzano proprio questa festa:

  1. מקרא מגילה “Miqrà Meghillà”: la lettura della Meghillà di Ester.
  2. משלוח מנות  “Mishlòach manòt”: l’invio di cibi al prossimo.
  3. מתנות לאבונים “Mattanòt la-evionìm”: l’invio di doni ai poveri.
  4. סעודת פורים “Seudàt Purim”: il pasto, il banchetto, di Purim ricco di cibi e bevande.

USI:

Tra gli usi più comuni vi è quello di mascherarsi e di bere vino in segno di gioia. Una consuetudine è anche quella di organizzare recite che ripropongano la storia della festa.

Sulla tavola non possono mancare le “orecchie di Amàn” (‘Oznè Amàn) che sono i dolci tipici di Purim, diventati anche uno dei simboli della festa.

CALENDARIO 2022:

  • 16 marzo: Digiuno di Ester 
  • 17 marzo: Purìm
  • 18 marzo: Purim Shushàn