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Parole di ieri e di oggi

Esaminiamo alcuni termini ricorrenti nel linguaggio moderno che però appaiono nel Tanach.

Vediamo, ad esempio, il cambiamento di significato della parola

(Massach) מסך

Nella parashah di Terumah (Esodo 26:36) è scritto:

וְעָשִׂיתָ מָסָךְ לְפֶתַח הָאֹהֶל תְּכֵלֶת וְאַרְגָּמָן וְתוֹלַעַת שָׁנִי וְשֵׁשׁ מָשְׁזָר מַעֲשֵׂה רֹקֵם

“Confezionerai una cortina per l’entrata del Tabernacolo di stoffa azzurra, porpora, scarlatto, filo ritorto artisticamente ricamata.”

Per cortina viene usato il termine מסך, termine che oggi usiamo per indicare lo schermo del televisore, del computer, del cellulare e del cinema. Dalla stessa radice proviene un altro termine, che in ebraico moderno assume un significato ben lontano da quello espresso in 2Re 16:18:

(Mussach) מוסך

וְאֶת־[מוּסַ֨ךְ] (מיסך) הַשַּׁבָּ֜ת אֲשֶׁר־בָּנ֣וּ בבית

“E anche il portico del sabato, che era stato costruito nel Tempio…..”

Quindi מוסך esprime un luogo chiuso, un portico, in 2 Re 16:18.

In ebraico moderno invece, per qualsiasi problema relativo all’automobile ci si rivolge a un מוסך, a un’officina, a un garage. Luogo chiuso, sì, ma per la macchina.

Anche la parola סוכה – Sukkah (capanna), rimasta invariata, deriva dalla radice כ.כ.ס, la stessa di מוסך מסך

È altresì interessante notare che una radice simile .כ.י.ס oppure .כ.ו.ס, in ebraico biblico, ha il significato di ungere, coprire di olio.

Esodo 30:32

עַל־בְּשַׂ֤ר אָדָם֙ לֹ֣א ייסָ֔ך

“(l’olio) non dovrà essere sparso sul corpo di uomo comune”

 

Prof.ssa Luisa Basevi

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