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Parashàt Nasò

Ogni giovedì Zeraim propone un pensiero sulla parashà della settimana a cura del direttore dell’Area Cultura e Formazione rav Roberto Della Rocca. Troverete qui anche il testo della parashà (il brano della Torà che si legge ogni sabato), insieme a interessanti materiali di approfondimento.

In questa pagina troverai anche la rubrica a cura di Micol Nahon “Horìm Uvanìm”, “Genitori e figli”, dedicato proprio allo studio di genitori e figli sullo stesso brano: un video da ascoltare e un racconto da leggere arricchito di midrashìm, seguìto da alcune domande per discutere e riflettere insieme.

La pagina ospita anche due rubriche kids e alcune pagine scelte da “La mia Torah”, le parashòt spiegate ai ragazzi, a cura di Anna Coen e Mirna Dell’Ariccia.

Shabbat Nasò 5782

“…qualora un uomo sia colto da un sentimento di gelosia nei confronti di sua moglie…” Nm 5, 14

Il rito della sotà, la donna sospetta di adulterio, seppur ampiamente descritto nella Torà e molto approfondito in un trattato del Talmud interamente dedicato all’argomento, sembra non essere mai stato applicato. Si tratta di una cerimonia molto umiliante provocata da un marito geloso, ma anche di un caso unico in cui una persona si trova nella presunzione di colpevolezza fintanto che non venga dimostrato il contrario mediante un miracolo divino. Qual è il senso di questo inquietante rituale?

Alcuni commentatori, tra cui Ovadià Sforno, evidenziano come il sospetto e la circospezione, e non solo nel matrimonio, possano portare a situazioni degradanti e distruttive. In molti casi colui che sospetta non ne esce molto meglio di colui che è sospettato. Per prevenire situazioni così devastanti, come quella della sotà, non resta che parlarsi per rompere il muro della diffidenza.

Rav Dott. Roberto Della Rocca