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Sukkòt

Il mese di Tishrì è il primo mese del calendario ebraico ed è il mese in cui capitano le principali festività ebraiche stabilite dalla Torà: Rosh ha Shanà  ראש השנה – Capodanno ordinario; Yom Kippur יום כפור – giorno dell’espiazione e Sukkot סוכות – festa delle capanne che termina con il giorno di Sheminì Azeret שמיני עצרת e Simchat Torah שמחת תורה – la gioia della Torà.

Succòt, Hoshanà Rabà, Sheminì Atzeret e Simchat Torah

Dal 7 al 14 ottobre 2025 sarà Sukkot, conosciuta come la “Festa delle capanne”, con vigilia il 16 ottobre. Nel calendario ebraico cade il 15 di Tishrì e dura sette giorni, ma poiché è seguita da altri due giorni di Mo’ed duranti i quali non è possibile smontare la Sukkà, la sua durata si estende a nove giorni. In Eretz Israel gli ultimi due giorni vengono uniti in un solo giorno festivo e la festa dura quindi otto giorni.

“…Per sette giorni farai la festa delle capanne allorquando raccoglierai il prodotto che è sulla aia e nel tuo tino e ti rallegrerai nella tua festa tu e tuo figlio e tua figlia, il tuo schiavo e la tua schiava…” (Deutronomio דברים cap. 16 v. 13 e 14)

Al termine di Sukkòt, il 14 ottobre 2024 cade Sheminì Atzeret e il 15 ottobre Simchàt Torà (mentre in Israele cadono entrambi contemporaneamente il 14 ottobre), il giorno in cui il popolo ebraico festeggia e gioisce del dono più grande ricevuto: la Torà.

PRECETTI:

 

La Sukkà סוכה

È la capanna che costruiamo in occasione di questa festa per obbedire al comandamento della Torah che dice: “Per sette giorni voi abiterete in delle capanne”. Sotto la Sukkà si usa mangiare e, se il clima lo permette, anche dormire. Il tetto della Sukkà deve avere delle fessure attraverso le quali si possono vedere le stelle per ricordarci che, anche sotto una fragile capanna siamo solo la protezione del Signore.

Il Lulav לולב

Il lulav è composto da: un lungo ramo di palma (tamar תמר), al quale vengono legati due rametti di salice (aravà ערבה) e tre di mirto (adas הדס) e da un cedro (etrog אתרוג). Questi elementi insieme simboleggiano la fertilità della terra alla conclusione del raccolto. Durante alcuni punti della preghiera il lulav viene fatto ondeggiare in tutte le direzioni per chiedere la caduta della pioggia.

ALTRI NOMI DELLA FESTA:

 

Hag Ha-Asif חג האסיף – “festa del raccolto” perché in questo periodo si termina la raccolta dei prodotti agricoli e si preparano i campi per la prossima stagione.

Zman Simchatenu זמן שמחתנו – “tempo della nostra gioia”, come è scritto nella Torah quando si parla della festa di Sukkot.

RICAPITOLANDO:

1° e 2° giorno: Moed

3° 4° 5° 6° giorno: Chol ha Moed

7° giorno: Chol ha Moed   Hoshanà Rabbà

8° giorno: Moed                  Sheminì Atzeret

9° giorno: Moed                  Simchat Torah

La Sukkà ricorda le capanne che i nostri padri si costruivano per proteggersi dal sole durante il giorno e dal freddo durante la notte nella loro lunga peregrinazione (di quaranta anni) nel deserto del Sinai, dopo la liberazione dalla schiavitù egiziana.

OLTRE SUKKOT:

Il settimo giorno, Hoshanà Rabà, si fanno sette Hakafot הקפות intorno all’Echal e si leggono, tenendo il lulav in mano, sette Hosha’anot הושענות a differenza degli altri giorni della festa in cui questo cerimoniale viene effettuato solo una volta.

L’ottavo giorno, chiamato Sheminì Atzeret è la festa della “Chiusura” che pone fine al ciclo delle festività di Tishrì, mentre il nono giorno si celebra Simchat Torah “la gioia della Torah”: si termina il ciclo annuale della lettura della Torah e se ne inizia un altro.