Il sionismo religioso
Secondo degli otto incontri dedicati al tema del sionismo, martedì 10 febbraio alle 18:30 su zoom, rav Michael Ascoli, nel suo intervento “Il Sionismo religioso” introduce il tema, illustrando le diverse correnti del sionismo religioso e come esso si differenzi da quello prettamente politico.
Con la nascita dello Stato di Israele il pensiero religioso ad esempio si è dovuto rapportare non più a delle comunità che vivono sotto dominio straniero, ma allo Stato ebraico e quindi ad un ebraismo che diventa sovrano di se stesso e deve fare i conti con questa grande responsabilità. Questo aspetto apre molte questioni. Quella parte dell’ebraismo religioso che ha accolto positivamente questa svolta, ha dovuto in primis riformulare il ritorno a Sion – che è sempre stata l’aspirazione del popolo ebraico per secoli – considerando le implicazioni religiose di un moderno Stato di Israele.
Inoltre, dopo 78 anni dalla fondazione dello stato, come si articola oggi il pensiero sionista religioso? Quali sono le sue implicazioni e che rapporto ha con la politica e la società del paese? Ancora oggi, il sionismo esprime l’aspirazione a riprendere nelle proprie mani il destino collettivo, a ricongiungersi con l’idea e l’opera delle generazioni passate e a proseguire una storia che l’esilio e le persecuzioni non sono riusciti a interrompere. Ricongiungersi a Sion significa ricollegarsi alla terra dei profeti, culla del popolo e spazio in cui si intrecciano identità, cultura, religione, diritto e politica.
Il corso propone un’analisi storica del sionismo con l’obiettivo di comprenderne il significato nel presente, adottando un approccio fondato sulla conoscenza e sulla contestualizzazione, e non su giudizi preconcetti. Come vedremo esistono diversi sionismi, sia prima che dopo la nascita dello Stato di Israele nel ’48, a tal punto che la nascita dello Stato nel 1948, possiamo dire, non chiude la questione, ma anzi la apre.