L’antisionismo religioso
Quarto degli otto incontri dedicati al sionismo, martedì 14 aprile 2026 rav Roberto Colombo ha affrontato il tema, complesso, dell’antisionismo religioso.
Come abbiamo ascoltato nelle lezioni precedenti, l’anelito al ritorno a Sion è presente fin dall’esilio babilonese in molteplici aspetti della quotidianità e della vita ebraica. Il Congresso Mondiale Ebraico, sulla spinta del Risorgimento europeo, ha rinnovato la questione del ritorno a Sion in termini di entità nazionale.
Il pensiero religioso ha così dovuto rapportarsi a questa mutata impostazione: non più comunità che vivono sotto dominio straniero, ma Stato ebraico. Quella parte dell’ebraismo religioso che ha accolto positivamente questa svolta, ha riformulato il ritorno a Sion considerando le implicazioni religiose di un moderno Stato di Israele e anche dopo 78 anni dalla sua fondazione, il sionismo religioso ha una sua espressione politica.
C’è stata invece una parte dell’ebraismo religioso che non ha accolto positivamente questa svolta? Con quali argomentazioni? E’ giusto e in che senso possiamo parlare di antisionismo religioso?