Shavuòt
Shavuot è la seconda delle “tre feste del pellegrinaggio” (shalòsh regalìm), secondo il calendario ebraico cade il 6 di Sivan (sette settimane dopo Pesach) e dura 2 giorni (in Israele uno). Quest’anno Shavuòt cade la sera del 21 giugno ed esce la sera del 23 giugno 2026.
La festa di Shavuot ricorda il Matan Torà (dono della Torà) e l’offerta delle primizie nel pellegrinaggio al Tempio di Gerusalemme.
“Sette settimane conterai…quindi farai la festa delle settimane in onore del Signore tuo D…” (Deutronomio, Devarim cap. 16, versi 9-10).
Shavuòt è una festa solenne e si osservano quindi i precetti relativi a tali giorni di mo’èd. Non ci sono altri precetti specifici.
Shavuòt viene anche chiamata:
Zemàn Matàn Toratènu (Il tempo del dono della nostra Torà), Chag ha-bikkurìm (Festa delle primizie) Chag ha-katzìr (Festa della mietitura), ‘Atzèret (Chiusura, riferito alle 7 settimane che, da Pèsach, terminano a Shavuòt).
LETTURE BIBLICHE:
IL LIBRO DI RUTH:
A Shavuòt si legge una delle Cinque Meghillòt: la Meghillà (il rotolo) di Ruth, che racconta la storia di una donna di origine moabita di nome Ruth, che abbracciò e fece propria la Torà con amore e dedizione. Per quale motivo si legge questa meghillà? Perchè proprio a Shavuòt festeggiamo e ricordiamo quanto la Torà costituisca un dono per chi la riceva e l’accetti. Inoltre la parte centrale della storia di Ruth si svolge nel periodo dell’anno in cui cade Shavuòt che è quello della mietitura, come indicato da uno dei nomi di questa festa. I motivi e i nessi sono comunque molteplici e vi invitiamo ad approfondire con i materiali proposti.